In Etiopia per regalare sorrisi e non solo

articolo tratto da repubblica.it © vedi originale

ADDIS ABEBA – Il traffico, le persone al telefonino i grandi palazzi. Arrivando ad Addis Abeba non si ha l’impressione di stare in uno dei paesi più poveri del Mondo, ma in una capitale come le altre, poi, man mano che ci si allontana si percepisce la distanza con lo sviluppo. Lungo le strade per il sud sempre persone a piedi, asini, greggi in mezzo alla strada e volti pieni di sofferenza. L’Etiopia, dove la speranza di vita è di 54 anni e dove solo il 53,8% della popolazione ha accesso a fonti d’acqua pulita, versa in condizioni disastrose. In questo periodo una grave siccità sta peggiorando ulteriormente la situazione. Una zona devastata dalla malaria. Il viaggio di Sorrisi per l’Etiopia, una piccola Onlus di San Severino Marche nata con l’appoggio dei frati cappuccini che in Etiopia operano da circa 40 anni, porta verso una delle regioni più povere: il Wolayta, circa 2 milioni di abitanti, una zona devastata dalla malaria che colpisce soprattutto donne incinte e bambini.

Frati molto attivi con le scuole. La base è Soddo il capoluogo di regione, dove con due missioni i frati sono molto attivi con le scuole, con il recupero dei bambini di strada, con il sostegno alle comunità più povere ed emarginate e gestiscono più di 7000 adozioni a distanza. Padre Marcello, originario di Pesaro, per le iniziative caritatevoli che svolge è diventato un personaggio, tanto che vanta già una via intitolato a suo nome. Di villaggio in villaggio. Il gruppo della Onlus guidata dai coniugi Fabio e Vincenza si sposta ogni giorno nei piccoli villaggi per portare vestiti, scarpe e qualche offerta in denaro. Non c’è corrente elettrica nelle piccole capanne e nei tucul, non c’è acqua e ovunque si incontrano donne e bambini che con taniche trasportano acqua, anche piovana. In questo periodo tra l ‘altro c’è una grave siccità che sta aggravando ulteriormente la situazione. Il supporto di una onlus scozzese. Durante la sosta alla clinica di Kenafa per la consegna di medicinali, si assiste all’arrivo a piedi di persone colpite dalla malaria, di altri malati che chiedono un sostegno economico per curarsi e alla fine una promessa per il nuovo reparto finanziato da una Onlus scozzese: i 20 letti ospedalieri necessari saranno pagati da Sorrisi per l’Etiopia. Ma l’aiuto maggiore dato da questa onlus è a Lenda, dove è stato inaugurato un terzo edificio adibito a scuola grazie ai fondi raccolti. Insieme ai primi due costruiti in questi ultimi anni ospita quasi 500 alunni, ai quali, viene dato un pasto al giorno, tutto a carico della stessa associazione. Una visita ed una offerta viene fatta anche alla comunità dei non vedenti, donne e uomini che lavorano nelle fabbriche di mattoni e sapone per evitare di mendicare sui marciapiedi. Alta percentuale di ciechi e ipovedenti.L’Etiopia ha tra le più alte percentuali di ciechi e ipovedenti al mondo, 9 milioni (il 40% nella fascia di età da 1 a 9 anni) i bambini con tracoma attivo. Nove volte su dieci si tratta di patologie dovute a cause evitabili, cioè prevenibili o curabili. Una terra dimenticata, dunque, che riporta indietro di almeno 60 anni o forse più, dove i tour operator non propongono vacanze. Qui si fanno solo viaggi della solidarietà.